Le nostra radici? Nel futuro!

Oltre 40 anni di storia contraddistinguono R.Zanantoni nel panorama delle imprese che si occupano di vendita e assistenza di macchine per ufficio.
La memoria dei primi passi dell’azienda è affidata al fondatore, Romeo Zanantoni, che ricorda facilmente i primi giorni: “Era il luglio del 1969, avevamo appena avviato l’impresa con una sede a Piacenza. Avevo abbandonato la carriera da odontotecnico e mi ero avvicinato al mestiere di tipografo. Erano i giorni delle imprese spaziali che tenevano con il fiato sospeso. Erano i giorni dello sbarco sulla luna che seguì dalla radio al lavoro, dal mio ufficio. Era l’inizio della R.Zanantoni srl”.

“Un piccolo passo per l’uomo – furono le storiche parole di Armstrong – un grande passo per l’umanità”. E per la R.Zanantoni furono i primi passi nel mondo della stampa professionale con prodotti dall’elevato coefficiente tecnologico. I primi prodotti commercializzati furono i ciclostili e fu quella la base del successo degli anni a venire, passando rapidamente alle novità della copia con carta comune, alle stampe off-set con macchine di dimensioni contenute.

Negli anni ’70 apparvero le prime copiatrici con carte speciali ma la tecnologia correva e nel 1975 fu il turno del primo fotocopiatore a carta comune. Il primo prodotto commercializzato su larga scala fu la Toshiba BD-601 che rivoluzionò il concetto finora imperante di stampa professionale. Iniziò l’era della cosiddetta Xerografia (dalla parola greca ξερος; (Xeròs) che significa secco, per distinguerla dai processi precedenti che impiegavano reazioni chimiche in soluzioni acquose.

Il processo, poi perfezionato negli anni, si svolgeva allora in diverse fasi, quasi tutte svolte su un cilindro di alluminio rivestito da uno strato di selenio, un metallo che ha la proprietà di abbassare la sua resistenza elettrica quando esposto alla luce. Il cilindro, che ruota in sincronia con l’avanzare della carta, è chiamato tamburo fotoricettore o drum. Nel caso della xerografia a colori, i tamburi sviluppano immagini parziali che vengono poi sovrapposte su di un nastro flessibile metallizzato detto cinghia di accumulazione (accumulator belt) o cinghia di trasferimento (transfer belt). La fase di fusione avviene separatamente, in un fonditore o fusore. (fonte: Wikipedia)

Il tempo cominciò a correre, le innovazioni a susseguirsi e anche le sedi a cambiare. L’azienda si spostò dalla storica sede in B.go Antini a Piazzale San Lorenzo. Negli anni ’80 in piena crescita fu la volta della sede in via Trieste. Negli anni ’90 il trasferimento in Piazzale Lunardi, giusto in tempo per vedere la rivoluzione delle prime fotocopiatrici Toshiba digitali.
Una crescita costante fino all’apertura della moderna sede in via Paradigna, inaugurata nel 2013, a conferma di una storia di successo, con forti radici, impiantate nel futuro.

Leggi anche: LA STORIA DI TOSHIBA, dal 1875 ai giorni nostri (dal sito ufficiale)

 

La BD-601 Toshiba, prima fotocopiatrice a carta comune